Chiesa Parrocchiale di San Giacomo e Santa Giustina (XIX secolo)

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Palazzolo

Sul colle più a sud rispetto alla Chiesa di Santa Giustina, vi era anticamente un oratorio documentato già nel 1436 attorno al quale venne ricostruito il paese dopo le distruzioni delle guerre comunali. Soggetto alla giurisdizione dell’importante pieve, con il passare del tempo l’oratorio venne frequentato sempre più dai fedeli locali che lo preferirono alla lontana pieve, la quale mantenne tuttavia ancora per secoli i suoi diritti e le giurisdizioni e dove si continuarono a celebrare i battesimi e i riti più importanti dell’anno liturgico.

Col tempo – dicevamo – la cappella di San Giacomo risultò essere troppo piccola per il borgo, fu pertanto ampliata con l’aiuto economico del Comune di Palazzolo (allora autonomo).
Tra il 1813 ed il 1821 venne infine sostituita dall’attuale chiesa, che assunse il nome dell’antico oratorio integrato con il nome della pieve. Solo il campanile non venne abbattuto ma sopraelevato con una seconda cella campanaria che alloggia una piccola campana proveniente dalla pieve.
La facciata della Chiesa, realizzata nel 1899, è classicheggiante mentre gli interni sono impreziositi da pregiati altari in marmo rosa e giallo, da dipinti di notevole valore artistico risalenti dal diciassettesimo al diciannovesimo secolo e attribuiti a nomi noti quali Balestra, Brusasorzi, Creara Farinati, Franceschini. C'è un crocefisso in legno policromo unico nel suo genere: risale agli inizi del '500, probabilmente usato nelle cerimonie liturgiche pasquali, la figura del Cristo è snodabile, le braccia sono mobili onde consentire la loro posizione lungo il corpo del Cristo Crocefisso steso nel luogo della reposizione per l’adorazione del venerdì e sabato santo.
L’organo del 1835 venne costruito dal famoso Damiano Damiani.

 

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